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Category Archives: Matrimonio Blog

Tendenze matrimonio 2020: l’abito da sposa

Iniziamo oggi una serie di “istantanee”, per avere un quadro completo delle tendenze che caratterizzeranno il mondo del Wedding della prossima stagione. Il primo articolo è dedicato (e come potrebbe essere diversamente) all’abito per Lei, che da sempre rappresenta uno degli elementi di un matrimonio più “chiacchierato” e oggetto di implacabili giudizi.

In questo momento dell’anno, tutte le varie Maison organizzano i propri eventi per “annunciare” quelli che saranno i vestiti da sposa del futuro prossimo, in questo caso il 2020, più ricercati e glamour, quelli dei quali ogni donna non potrà fare a meno, svelato i trend più forti.

L’abito da sposa 2020, cosi come il 2019, o il 2018, o il 1976, non è e non sarà mai “unico”, perchè va da sè che ogni sposa sceglierà l’abito dei suoi sogni a prescindere dai “diktat” e dalle ispirazioni della moda. Possiamo però scovare alcuni tratti caratteristici, in generale, delle novità 2020 in fatto di abiti da sposa.

UN TUFFO NEL PASSATO Dalle prime Bridal Week, dalle prime “voci di corridoio”, dalle prime sfilate sul tema, sembrerebbe evincere la tendenza ad abiti sontuosi con una spiccata tendenza al principesco anni ’80. Rivisitare il classico, iconico stile nuziale del passato e adattarlo alla sposa moderna di oggi: maniche a sbuffo; la gonna molto ampia; crinoline e merletti; strascichi di lunghezza incalcolabile. Il pensiero corre subito all’abito da sposa anni ’80 per eccellenza, quello della sfortunata e indimenticabile Lady Diana, sfoggiato nel 1981. C’è chi pensa che si sia tornati addirittura agli anni ’50, con gonna a ruota e corpino, semplice e ricco di di volant e ruches, perfetto per chi celebra un matrimonio classico.

PANTALONE? PERCHE’ NO! Si, avete capito bene, pantalone (su alcune passerelle sono comparsi anche gli shorts!). L’eleganza passa anche da un pantalone e, precisamente, da un tailleur bianco con maniche ampie che possono fungere da strascico. Oppure, modelli a zampa abbinati a bluse smanicate e arricchite da maxi fiocchi in seta. O ancora, una jumpsuit ricamata, ricca di dettagli, da indossare con una maxi gonna in tulle, da togliere dopo il “sì” per festeggiare con amici e parenti. Questo conferisce alla sposa 2020 la caratteristica di donna “pratica” che bada al sodo e alla comodità.

MANICHE E APPLICAZIONI A sbuffo, in organza operata, lunghe di chiffon o più corte in pizzo: sono tornate le maniche. Un ritorno un pò strategico, perchè molto coprenti e complici di ogni possibile difetto. I nuovi modelli sembrano donare grazia ed eleganza, valorizzando le spalle strette e danno carattere ma senza rinunciare alla femminilità. In più, applicazioni di cristalli, perline punti luce e micropiume a completare.

E il velo? E’ ancora un must? Parrebbe di si, anzi, viene descritto come uno dei tratti distintivi della prossima stagione. Grazie a tagli innovativi e a tessuti con effetti particolari, il velo diventa quel particolare che completa il Bridal look della sposaPer cui, un velo particolare, con effetti grafici e di tessuto non convenzionale.

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A tu per tu con Valeria Coi (e il suo libro d’esordio)

Abbiamo incontrato la giornalista salentina Valeria Coi, volto noto dell’informazione di TeleRama (attualmente in onda con il format Salento Chef) e non solo. Una donna dai mille interessi, mestieri, sfaccettature. E in barba alla monotonia, ha voluto aggiungerne un’altra: la scrittura. Il 28 Aprile, infatti, ha visto la luce “La seconda volta che sono nata”, romanzo d’esordio edito da Il Raggio Verde e che narra le vicende di Marta, donna semplice ma tormentata. Tormentata dalla ricerca di un amore autentico, dai fantasmi di un matrimonio fallito, dalla continua ricerca di piacere alla madre, dalla violenza subita.

Marta è Marta ma è anche, semplicemente, tutte le donne che hanno maturato la consapevolezza che tutto può diventare niente in un solo secondo ma che ognuna possiede dentro sè tutte le risorse per essere felice. Tutte le donne che rinascono, muoiono e ancora rinascono cento volte in una sola vita. Idealmente, è anche un libro per gli uomini che, leggendolo, possono riflettere su quanto i loro gesti e le loro parole possono tracciare dei solchi in una donna innamorata, nel bene e nel male.

 

Valeria, se ti definiamo Giornalista pensiamo di farti un torto: speaker radiofonica, responsabile sport cultura e spettacolo, corrispondente per quotidiani, coordinatrice uffici stampa, consulente organizzativo, conduttrice enogastronomica. E ora, scrittrice. Sei tutto ciò e niente di tutto ciò?

Sono stata tutto ciò e ciò che impariamo resta nel nostro background. Resto di fondo una persona che ha la passione per la comunicazione in tutte le sue forme. Il mio primo amore è stato la radio, poi si sono susseguite una serie di nuove situazioni, nuove porte, nuove esperienze lavorative, nuove competenze.

La passione per l’enogastronomia? A mia nonna piaceva farmi cimentare in cucina insieme a lei. Anche solo quando, per tenermi buona, mi invitava a preparare una ciambella al cioccolato. Quello della cucina è un messaggio di amore, sia per chi prepara qualcosa, sia per chi lo mangia. Poi i piatti tradizionali non sono solo pietanze, ma dei veri e propri racconti di vita, un aspetto che si lega al mio lavoro; conoscere, immaginare, raccontare, emozionarsi.

Per quanto riguarda il concetto di scrittrice, non mi definisco tale. Ho solo deciso di stendere dei pensieri, provando a trasmettere emozioni. Quando ho cominciato a scrivere “La seconda volta che sono nata” sono partita dalla fine e non credevo di farne un libro. Poi, il mio editore, ha letto qualcosa e mi ha chiesto di provare a spiegare a monte cosa stesse accadendo nella testa di Marta. Così mi sono ritrovata a buttare giù pagine e pagine, scrivevo incessantemente e avevo bisogno di farlo. Oggi, che il libro è finito ed è stato pubblicato, i miei incontri con Marta mi mancano tanto. Quindi più che scrittrice, appassionata di scrittura. Gli scrittori veri e propri credo siano altri.

 

Come nasce il progetto di “La seconda volta che sono nata?” e quanto c’è di autobiografico?

E’ una domanda un po’ scontata, che sa di mera curiosità personale. In realtà, credo che nello scrivere, il tentativo che si fa (parlo per me), è quello di portare alla luce dei concetti e, senza presunzione, stimolare delle riflessioni. Che i fatti siano stati vissuti dall’autore o no, non è determinante ai fini di questa “trasmissione emotiva”. Certo è che, quando si scrive, di solito i contenuti si conoscono bene, o per esperienza personale, o per aver vissuto qualcosa di simile da vicino tramite qualcuno. Diversamente risulterebbe difficile rendere il romanzo “credibile”.

 

La protagonista, Marta, sceglie di dare una scossa alla propria vita attendendo il responso di un esame medico. Spesso chi sopravvive a qualche grave malattia o malore, si prefigge appunto di cambiare il corso della propria esistenza. Possibile che si debba sempre necessariamente toccare il fondo prima di scuotersi?

Non è una legge, ma la paura di morire è un’esperienza che ti cambia profondamente, più di quanto si possa immaginare. A volte sappiamo di eventi nefasti, malattie e perdite di persone, a volte anche di conoscenti, magari giovani, che lasciano bambini piccoli. Questi eventi scatenano in noi delle riflessioni e delle consapevolezze sulla fortuna di “esserci”, che però con il tempo dimentichiamo. Il fatto è che se non ti fai toccare sulla pelle, tutto si riduce alle chiacchiere. E’ nella natura umana dispiacersi, abituarsi e poi dimenticare; ma ciò che attraversiamo sulla nostra pelle ci segna profondamente per sempre.

 

Matrimonioinsalento.com, va da sè, si occupa di matrimonio. Quello di Marta non è finito bene e per questo decide di spendersi, d’ora in avanti, solo per un amore “autentico”. Come riuscire, però, a distinguere l’autenticità di un amore prima di poterlo vivere?

Quello di Marta in realtà non è mai cominciato, ma questo può capirlo chi deciderà di leggere il libro. L’amore non ha bisogno di un biglietto da visita. L’amore irrompe, ti toglie il fiato e la capacità di pensare, a volte parlare. Quando ti rendi conto che non sei più padrone dei tuoi pensieri, che sei di buon umore, che hai sempre voglia di sorridere, che hai il cuore in gola già molte ore prima di un appuntamento, che camminando hai la sensazione di non toccare coi piedi per terra, allora probabilmente sei proprio innamorata/o.

 

….e ci occupiamo anche di Salento. Per il tuo lavoro, lo hai girato in lungo e largo, hai incamerato tutti i profumi, i sapori, i volti, le declinazioni, le luci e le ombre. Da giornalista esperta di comunicazione, come lo promuoveresti in poche righe verso quei pochi che ancora non lo conoscono?

Partirei dai colori, perché è ciò che per prima colpisce nei paesaggi. Il verde è un colore che esprime serenità, ti avvolge, ti incanta. Spesso il verde delle campagne del Salento si distende sull’azzurro del mare e ha un fascino particolare trovarsi in campagna tra i papaveri rossi, le margherite gialle, sotto l’ombra di un albero di ulivo, sentire il profumo della terra rossa e dei suoi frutti, e ad un tratto accorgersi che a questi odori aromatici, decisi, speziati, e tratti aspri, si mescolano quelli delle brezze di mare che arrivano con il vento di scirocco. Poi alzi gli occhi e ti accorgi che l’orizzonte ha un altro colore, perché a pochi chilometri c’è una distesa di turchese e azzurro che alla fine diventa blu notte. Il mare. Il Salento non si può descrivere, si può solo vivere. E’ una terra che accoglie, avvolge e travolge; così come la sua meravigliosa gente. Nel Salento non sei mai solo.

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Immortalare la realtà: 6 domande a Emanuela Rizzo

Abbiamo incontrato Emanuela Rizzo, wedding photographer e nostro caro partner, per conoscere cosa c’è dietro una macchina fotografica. O meglio, chi c’è. Che cosa lo porta a sposare (è proprio il caso di dirlo) un determinato stile piuttosto che un altro. Cosa lo porta a scegliere un momento della cerimonia piuttosto che un altro. Soprattutto, cosa lo porta ad amare questa professione, a diventare fotografo per matrimonio, tra le figure più importanti e ponderate per quest’evento.

 

Emanuela, a che età e in che modo hai scoperto il magico mondo della fotografia? “Mi ha sempre affascinato osservare ciò che mi circonda. Ho iniziato a scattare intorno ai 14 anni quando mi fu regalata una Yashica FX-3. Da lì è stato un crescendo e un innamoramento che è andato via via consolidandosi nel tempo, sino a diventare la mia attuale professione. 

Cosa vuol dire per un fotografo riuscire a trasmettere un proprio stile in mezzo a così tanta “offerta”? La maggior parte delle coppie che si rivolgono a me, mi scelgono spesso in quanto donna, perchè una donna ha una sensibilità diversa, probabilmente. Quel che è certo è che per noi è più facile divenire complici per un giorno, abbattere quei “muri emozionali” che possono creare distanza  e incomprensioni, andando a cogliere sfumature e dettagli, in piena sintonia con la sposa e con lo sposo stesso.

Sei d’accordo con chi, provocatoriamente, dice che oggi basta una reflex, una pagina insta e un buon programma di post produzione per definirsi fotografi? No, non solo. Come ogni professione un fotografo ha un suo background, deve essere attento all’aggiornamento, ha una formazione che è sempre in divenire. Oltre a una buona tecnica, ci vuole tanta passione e creatività, saper scindere da scatti estemporanei, fatti per hobby, per passione, e immagini che raccontano gli eventi clou della vita. Come diceva Ansel Adams, non fai una fotografia solo con la macchina fotografica, tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito e le persone che hai amato”.

Perché preferisci il reportage al posato? Il reportage è un racconto in immagini di quel che accade in un preciso momento, anche diluito in più ore. È immediato, irripetibile, senza formalità che rende anche gli scatti più artefatti. Mi piace raccontare quello che accade durante un matrimonio così come avviene realmente. Nervosismi, lacrime, risate ed emozioni, perchè è quella la realtà, al di là delle cornici e dei preparativi impeccabili. La coppia spesso vive fugacemente la giornata più importante della vita, tanto da non ricordare dettagli, piccoli sussulti e attimi di poesia. Ecco, mi piace pensare che coglierli permetta loro di rivedere il servizio e rivivere per sempre quel che è accaduto.

È importante soddisfare tutte le richieste di una coppia o anche indirizzarli sulle scelte? Entrambi. L’ascolto è la prima fase di approccio, aiuta a cogliere le varie personalità, entrare in empatia con gli sposi, comprenderne lo stile e le aspettative. Una volta ascoltato le loro esigenze e richieste, concordiamo sempre insieme la soluzione migliore, indirizzandoli verso scelte condivise.

Sul tuo sito non ti limiti a pubblicare le foto degli sposi ma fai un vero e proprio racconto-resoconto della giornata… Come accennavo prima un matrimonio non è fatto solo dalla coppia. Tutti hanno un piccolo o grande ruolo: immaginatelo come un film, fatto di ambientazione, scenari, attori principali, cast e troupe stessa. Raccontare il tutto con immagini, per me,  è un privilegio e una passione che col tempo sembra crescere senza mai affievolirsi.

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Come sarebbe un matrimonio (totalmente) social?!

In un mondo in cui le macchine prendono sempre più il posto degli uomini, in cui i profili sostituiscono le persone, abbiamo provato a immaginare come sarebbe (e forse come sarà e come è già stato da qualche parte) un matrimonio completamente social, un matrimonio 3.0, un matrimonio ripreso in diretta dall’inizio alla fine tra app, condivisioni, link, live, e tutti gli altri termini che fanno tanto figo! Insomma, un matrimonio in cui di cartaceo ci sarà solo il conto del ristorante. Un post per chi, finora, si è spinto al massimo ad aprire un gruppo Whatsapp per organizzare un addio al celibato…

UN HASHTAG PER L’EVENTO – Si potrebbe partire creando il proprio hashtag ufficiale del grande evento, soprattutto per Twitter, per la pubblicazione dei vari contenuti (suggerimenti e richieste per la luna di miele, per la lista nozze, oppure per lo sharing di tutte le foto del grande giorno). Ad esempio un normalissimo #paoloeluisasposi, oppure un più colorito #paoloeluisanonfatelo. La fazione maschile potrebbe portare scompiglio con un #paologameover, mentre per le donne un più morigerato #luisadajetutta.

INVITI DIGITALI – Finito il tempo delle Via Crucis tra amici e parenti per la consegna delle partecipazioni. Possiamo sfruttare Whatsapp, in particolare i suoi Gruppi. Oppure creare delle vere e proprie newsletters. I più ingegnosi, potrebbero creare un minisito a cui si accede solo con user e password contenuti proprio nelle partecipazioni. E a cosa servirebbe il minisito? Ovvio, agli invitati per confermare o revocare la presenza al matrimonio.

BOMBONIERE A FIN DI BENE – Inorridite all’idea di propinare il solito gattino in cristallo di Boemia, o il solito veliero nella bottiglia, o il settimo apribottiglie? Beh, quale migliore occasione per pensare soprattutto agli altri e optare per una bomboniera solidale? I siti specializzati ne sono pieni e soprattutto è un’operazione condivisibile su ogni profilo social. Per cui basta un click, un conto Paypal e un ricordino digitale (in immagine o in Pdf) come ringraziamento e avrete fatto del bene. Anche al vostro portafoglio e alle vetrinette dei salotti.

LA SCELTA DEGLI ABITI – Bei tempi in cui con stuole di parenti al seguito, si passavano 5-6 ore in un atelier alla ricerca dell’abito dei sogni o almeno perfetto per il grande giorno. Nel nostro ideale matrimonio 3.0, l’abito di lui e di lei potrebbero essere oggetto di opinioni e sondaggi social degni del televoto del Grande Fratello. Si può utilizzare Facebook per aprire un sondaggio sui due abiti che sono arrivati alla “finale” del cuore della sposa, oppure per aiutare lo sposo a decidere se mettere cravatta o papillon. Stesso discorso per Instagram, dove gli sposi potrebbero scegliere l’abito che riceve più “cuoricini”.

E LA MUSICA? – Beh, alla musica non possono che pensarci Youtube e Spotify, dove gli sposi possono anticipare lo stile musicale del ricevimento o anticipare qualche brano linkandolo, allenare gli invitati al karaoke di rito, presentare il Dj dell’evento.

E VENNE IL GRANDE GIORNO (DEL LIVE) – Dall’ingresso degli sposi a notte fonda. Il giorno del Si deve essere il fulcro di questo ondata social-digitale dove la parola d’ordine non può che essere Live: Il livetwitting, il live su Facebook, il live su Instagram. Tra tutte, è forse la pratica più utile, per dare la possibilità di vivere l’evento anche a chi non ha potuto prendervi parte.

IN VIAGGIO CON LO SMARTPHONE – Ormai qualsiasi viaggio e la sua organizzazione non possono prescindere dai siti di riferimento del settore (Expedia, Volagratis, Airbnb, ecc.). Noi consigliamo sempre i nostri amici partner e la buon cara agenzia di viaggi. Qualunque sia la scelta, però, si può decidere di non lasciare molta traccia della vacanza e utilizzare Snapchat. Se invece tutto deve restare indelebile e scolpito e la volontà è di condividere sul momento, c’è l’imbarazzo della scelta. Dal classico live su Facebook, al diario giornaliero su un Blog creato per l’occasione o su un profilo Tumblr. E per le foto e i video? C’è Pinterest, c’è Vimeo, c’è Vine, ma soprattutto, va da se, c’è Instagram!

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I 6 matrimoni più “mazzari” di sempre

Il termine mazzaro, di sicuro almeno fino a Leporano e zone limitrofe, non ha bisogno di traduzione, per noi salentini. Per tutti i nostri lettori che invece hanno i proprio natali dalla Valtellina in giù, potremmo definire “un mazzaro” colui che deficita candidamente in termini di buon gusto, garbo e delicatezza. Tamarro, sarebbe appellato nel resto d’Italia. E dopo questa breve definizione di mazzaro, possiamo tornare ai nostri argomenti e portare alla vostra attenzione i sei matrimoni più mazzari secondo matrimonioinsalento. Matrimoni che si caratterizzano per dei vestiti osceni, per dei festeggiamenti un tantino esagerati, per delle idee stravaganti e pacchiane. Insomma, tutto ciò che da invitato non vorresti mai trovare in un matrimonio.

IL VELO PIÙ LUNGO DEL MONDO

E’ risaputo quanto il velo sia un accessorio fondamentale per ogni sposa. In Cina, precisamente a Guangzhou,  hanno preso un pò troppo sul serio la faccenda e non hanno badato a spese. O meglio, ai metri. La futura sposa si è infatti presentata con 200 metri di velo che, disperatamente, era tenuto in ano dagli stessi invitati.

SE SCAPPI, MI SPOSO. LA TOUR EIFFEL.

Una ragazza di San Francisco, tale Erika, in attesa della dolce metà ormai da troppo tempo, ha incredibilmente deciso di convolare a nozze con il suo monumento preferito: la Tour Eiffel, prendendone addirittura il cognome.Se la cosa vi sembra impossibile, sappiate che in Germania c’è chi ha sposato niente meno che il muro di Berlino, nel 1979. Restando tristemente vedova una decina di anni dopo….

VEDO NUDO. LO SPOSO. E LA SPOSA.

Kelly e Lee, sposini inglesi, hanno raccolto al sfida di una radio locale che aveva indetto un concorso sfidando le coppie di sposi ad avere il coraggio di sposarsi nudi, in cambio del pagamento di tutte le spese del grande giorno. Loro non hanno battuto ciglio e hanno accettato, presentandosi al’altare col solo velo lei e con la sola bombetta lui. In genere si rischia di restare in mutande dopo una cerimonia, non prima.

MANCIA CHE È BUONO

Lukas ed Evka hanno appena 20 anni ma già hanno stabilito alcuni record, semplicemente sposandosi. Il vestito di lei, rivestito totalmente di oro, costava 200mila euro, la cerimonia complessiva 35mila. Durata del matrimonio: 4 giorni. Soprattutto, passeranno alla storia per le mance elargite ai camerieri, ai musicisti e al vestito della sposa, con banconote da 500 euro, 200 e 100 euro, da parte degli invitati.Commovente il momento in cui gli sposi si sono seduti per contare il malloppo come cassieri di banca.

110 RAGAZZE PER ME

Di non buonissimo gusto anche la scelta della statunitense Jill Stapleton che, per il suo matrimonio, ha voluto accompagnarsi con ben 110 damigelle, stabilendo, tra l’altro, un vero e proprio Guinness World Record. Se le damigelle erano 110, figuriamoci gli invitati…

QUANDO L’AMORE NON HA ETÀ. MA TANTA MAZZARAGGINE.

Lui è Richard Lugner, ricco imprenditore austriaco, 81enne. Lei è Cathy Schmitz, infermiera 24enne, tra di loro ben 57 anni di differenza. Si sono sposati a Vienna, in diretta streaming, tra voli di colombe, ancelle, carrozze, damigelle mascherate, cocchieri. Un evento trash per venire incontro alla giovane sposa che aveva chiesto un “matrimonio da favola”.

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I cinque (buoni) motivi per sceglierci

PERCHE’ NOI, PERCHE’ NON GLI ALTRI

Quando oltre un anno fa, abbiamo avuto l’idea di realizzare il nostro portale www.matrimonioinsalento.com, i primi commenti “esterni” sono stati, per forza di cose, rivolti al rischio di essere un doppione di matrimonio.com e dover in ogni caso fare i conti con un sito leader del settore.In seguito, questo campanello d’allarme, ci è stato suonato anche da alcuni operatori wedding che hanno poi comunque scelto di affidarsi a noi. Come reciterebbe il canovaccio di una mail perfetta, l’occasione ci è quindi gradita per puntualizzare quelli che sono i cosiddetti “valori aggiunti” che matrimonioinsalento.com può offrire, al contrario del suo competitor, ai suoi futuri partner. Ciò che ci consente di dire, orgogliosamente, che non ci limitiamo ad essere una mera vetrina di rappresentanza con qualche dato aziendale e delle foto.

VIDEO ISTITUZIONALE

Quando parliamo di video istituzionale, non intendiamo una serie di foto messe insieme e fatte girare semplicemente in rotazione. Parliamo di un video, vero, che metta in risalto una location da ogni sua angolazione, che dia voce ad un hair stylist per spiegare il suo lavoro di ogni giorno, che metta in evidenza il modo di scattare di un fotografo, che esponga tutte le soluzioni di bomboniere di un negozio, che anche a distanza di anni possa essere sempre utilizzato come carta d’identità della propria attività.

PRESENZA SUI SOCIAL

Altro bacino di utenza che matrimonio.com non contempla nella propria offerta, è il mondo social.La nostra “concorrenza” si limita a degli articoli di blog e delle foto in cui ne menziona il fotografo. Noi vogliamo far risaltare su Facebook, su Instagram, sul Blog, tutte le promozioni, le scontistiche, le novità, le interviste, le foto, legati a nostri partner.  Quotidianamente, settimanalmente, mensilmente. Una presenza fissa sui nostri canali dove giorno dopo giorno sempre più gente entra a farne parte.

ANCHE LA CARTA STAMPATA

Belpaese è un giornale quindicinale che viene distribuito gratuitamente presso edicole, locali commerciali, uffici pubblici, scuole e sedi di aziende private di tutto il Salento.Con una tiratura di oltre 10mila copie, è uno dei periodici locali più diffusi insieme a Salentointasca.La nostra partnership permette di comparire su Belpaese per promuovere la vostra azienda, un’iniziativa particolare, una promozione e tutto ciò che volete veicolare sulla carta stampata. Inutile aggiungere che il nostro blasonato concorrente non lo possa annoverare tra i suoi servizi.

FIERE DEL SETTORE

Quello che ci permette di offrire un ventaglio di servizi a 360 gradi e che ci differenzia in maniera netta dagli altri. Matrimonioinsalento.com, insieme alla vetrina internet, insieme alla vetrina cartacea, offre la vetrina “storica” della fiera di settore, una pietra miliare per gli operatori wedding, che nonostante l’arrivo di nuove tecnologie e possibilità di interazioni, restano in ogni caso legati alla buona cara vecchia fiera in cui si stringono mani, affari e relazioni future.

I COSTI

Qualcuno dice che non è carino parlare di denaro. Secondo noi non è carino strapagare servizi che possono essere trovati a costi decisamente più bassi. Per maggiori info vi rimandiamo al nostro contatto: info@matrimonioinsalento.com

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Diego e Annalisa, marito e moglie per qualche ora

Non sempre esiste il lieto fine. Non sempre vissero felici e contenti. Di sicuro, però, c’è che l’amore vince sempre. A prescindere. Anche sulla morte. Lo sa bene Annalisa, diventata moglie e poi vedova nel giro di qualche ora. Facciamo però un piccolo passo indietro.

Diego è un 40enne di Tricase che nel 2014 incontra Annalisa, marchigiana, nel Salento per vacanza. Tra i due, è subito feeling, è subito colpo di fulmine. Di li a qualche tempo, decidono di andare a vivere insieme nella terra di lei, a Pioraco, in provincia di Macerata.

Tutto scorre normalmente, fino al 2017, quando il sogno di sposarsi, di mettere su famiglia, di essere una coppia normale come tante altre coppie normali, viene spazzato via dalla notizia che i medici danno a Diego, dopo avergli diagnosticato il male del secolo, quello che i sogni li spazza da sempre, quando arriva.

Una notizia che non abbatte la coppia, che decide di affrontare la situazione con forza, senza lasciarsi abbattere, ben cosciente, però, che così come qualcuno cantava nelle canzoni, il loro appena iniziato stava già per finire.

La salute di Diego precipita del tutto lo scorso Natale, si aggrava, e viene quindi ricoverato nell’Hospice di San Severino Marche. E qui i due fidanzati, innamorati e affiatati, decidono di prendersi beffe del destino così atroce e spietato, regalandosi una parvenza di quella famosa coppia normale che non potranno mai essere.

Diego e Annalisa, il 15 Gennaio 2019, vale a dire dieci giorni fa, in una delle stanze in cui lui è ricoverato, si scambiano le promesse, gli anelli, diventano marito e moglie, giurano amore eterno. Già, eterno, nel suo significato più beffardo.Insieme a loro solo un funzionario comunale e i parenti più stretti.

Forse era questo traguardo a tenere ancora in vita Diego, che nel pomeriggio dello stesso giorno, smette di lottare e si arrende alla malattia, che lo porta via dalla sua Annalisa a soli 43 anni.

E’ facile trovare delle morali in storie particolari come queste. Noi ne scegliamo una in particolare. Se abbiamo la fortuna (perchè non è così scontato) di riuscire a trovare qualcuno che veramente amiamo, che veramente ci fa desiderare di costruire qualcosa di duraturo, qualcuno senza il quale fatichiamo a trovare un senso alla vita, corriamo ora, adesso, a dirglielo, a urlarglielo. Adesso che c’è. Adesso che ci siamo noi.

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Una vita (nuova) da fotografo

Il fato e il destino. Il fato è il destino, anche. Per Marco Schifa, classe 1983, il fato si presenta il giorno del suo matrimonio, 6 anni fa. Fino ad allora, è un laureando in giurisprudenza. Dal giorno dopo, una folgorazione, un “falling in love” che lo fa diventare, ad oggi, uno dei più grandi talenti del nostro territorio nel campo della fotografia.A proposito di quel giorno, Marco parla di un sensazione “tra lo sconvolto e l’estasiato, per la magia di un evento così unico nella vita di una persona. Fu in quell’occasione che nacque in me il desiderio di poterlo raccontare con i miei occhi, di poterne restituire la magia che mi aveva tanto ammaliato”.

Marco, il tuo è stato un successo “lampo”. “Anomalo”. Nel senso che venivi da tutt’altro mondo. Cosa è scattato in te ad un certo punto?

Principalmente e paradossalmente sono una persona molto riservata, nella vita, e mi sono reso conto che nella fotografia trovavo una via d’uscita per tutto ciò che non riuscivo ad esprimere.Oltre a questo, ho iniziato a sentire il bisogno di trovare un lavoro che mi facesse svegliare col sorriso, un lavoro che mi piacesse davvero, che non fosse un peso ma una grande passione.

La passione per la fotografia si è unita subito anche a quella per la videografia. Infatti i tuoi “servizi” non riguardano il solo essere fotografo, ma sei anche un ottimo videomaker. Non conosciamo tanti altri casi analoghi.

Io invece non ne conosco nessuno (ride). Sono due tipi di linguaggi diversi. La fotografia agisce per sottrazione, nel video invece hai una serie di elementi in più di cui tener conto. Non saprei rinunciare ad una delle due. E’ come chiedere ad un bambino se vuole più bene a mamma o a papà.

In questi anni hai conosciuto tante coppie, hai dialogato con loro. Cosa cercano maggiormente in un fotografo?

Dipende sempre dalla coppia. Quello che cerco di far capire, consigliare, a chi in quel momento è alla ricerca di una persona a cui affidare la gestione delle immagini di un giorno così importante, è che non stanno cercando e non devono cercare una macchina fotografica che scatta le medesime foto a prescindere da chi la tiene in mano. Devono invece volere qualcosa di autoriale, di personale, che dia una propria visione artistica del loro matrimonio, una propria percezione del mondo. Chi mi sceglie, deve pensare che non ha scelto una macchina fotografica. Ha scelto un autore.

Da qualche anno sei richiestissimo anche oltre confine. Cosa differenzia ad oggi un matrimonio italiano da uno estero?

Ormai il divario si è sensibilmente ridotto. Le differenze non sono più così nette. Diciamo che in linea di massimo un matrimonio estero è più intimo, più minimale.

Qual è, se c’è, l’aneddoto più divertente o particolare a ci hai assistito durante un matrimonio?

Beh, non ho difficoltà a ricordarlo. Aneddoto divertente poco ma particolare assolutamente si. Durante l’ingresso in chiesa di una sposa, nell’ufficio postale situato davanti alla Chiesa, all’improvviso è partita una rapina e di li a poco sono iniziate sparatorie e inseguimenti. Sinceramente, non sapevamo cosa fare.

Tre piccole dritte a qualche giovane, con la macchina fotografica sempre a tracollo, che vorrebbe intraprendere una carriera come la tua.

Più che dritte a dei fotografi in erba, si stratta delle basi per qualsiasi lavoro a cui uno voglia dedicarsi nella vita. Non voglio fare citazioni troppo in alto, ma è verissimo che bisogna essere affamati. Non accontentandosi mai e cercando di essere migliori del giorno prima.Poi, trovare la propria voce, il proprio timbro, il proprio modo di comunicare. Essere riconoscibili, in un periodo storico in cui siamo sottoposti costantemente ad un bombardamento di immagini, è essenziale per avere successo. Soprattutto, mi raccomando a non avere paura.

Abbiamo trattato finora di Marco Schifa fotografo (e videomaker). Com’è il Marco Schifa una volta riposta la macchina fotografica da parte?

Trascorro il mio tempo libero in famiglia, con le mie due splendide donne, tra una serie TV, una strimpellata di chitarra, una partita di calcio in tv e alla Playstation. Amo infinitamente viaggiare ed arricchirmi di nuove esperienze. Amo i boschi ed ho una passione vera, pura, forte, per il Natale. Sono un anomalo NERD.

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Cronaca di un pomeriggio rilassante

Sabato scorso, la coppia vincitrice del contest fotografico di Matrimonio in Salento di Ottobre, Gianluca e MariaGrazia, ha “riscosso” la propria vincita, ovvero un fantastico pomeriggio di relax e coccole presso “Sharam SPA” a Melendugno.Oltre alle foto, abbiamo chiesto a MariaGrazia e Gianluca qualche commento dopo queste ore rilassanti, soprattutto sulla struttura che gli ospitava.

Gianluca e Maria Grazia, speriamo di aver soddisfatto le vostre aspettative.

Certamente. In tutta sincerità dobbiamo dire che non conoscevamo Sharam Spa e pensavamo fosse una piccola struttura ancora in fase di sviluppo. Invece, non solo è ubicata all’interno di una splendida tenuta (Tenuta Don Giovanni) piena di verde, alberi, muretti, stanze e decisamente grande, ma la stessa Spa ci ha sorpreso per la sua bellezza.

Cosa vi ha colpito in particolare?

Sicuramente il fatto che fosse una Spa nuova, con attrezzature nuove. Una piscina grande e ricca di idromassaggio, un bagno turco in cui ti fanno trovare uno scrub da cospargere sul corpo, una sauna esteticamente bella e moderna. Soprattutto, però, nel percorso, oltre a ciò che puoi comunemente trovare nelle altre spa, ci siamo innamorate del lettino Nadir.

Descrivetecelo e fatevi invidiare.

E’ un lettino di pietra, calda, levigata, su cui ci si stende a pancia in giu. E basterebbe già questo a rilassarti se non fosse che dopo qualche secondo, dall’alto, iniziano a scendere getti d’acqua calda, mirati, mischiati ad oli essenziali, che ti abbracciano, ti massaggiano, ti “stordiscono” in senso buono e ti fanno rilassare del tutto. Una sensazione indescrivibile.

Consigliereste Sharam Spa alle spose stressate in piena organizzazione del matrimonio?

Assolutamente si. Anche perchè il personale è stato gentilissimo, ha soddisfatto ogni nostra richiesta e curiosità e ci ha guidato nel percorso in maniera che potesse risultare più salutare possibile. Nel complesso è una Spa che non ha nulla da invidiare alle Spa blasonate già conosciute del nostro territorio, e sicuramente tra non molto prenderà piede.

Inoltre, abbiamo consigliato agli amici di Sharam di pensare sul serio a ospitare prima o poi i ricevimenti nuziali perchè Tenuta Don Giovanni sembra una struttura nata per quello, non le manca nulla. C’è spazio fuori, spazio dentro ed è immersa nel verde.

Allora grazie per aver partecipato.

Grazie a voi di matrimonioinsalento.com e grazie a Sharam Spa. Al prossimo contest!

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Ecco perchè sposarsi d’inverno

PERCHE’ SPOSARSI IN INVERNO? NEL SALENTO POI…

Per chi, come noi, fonda un’azienda sul matrimonio a braccetto con un concetto territoriale e, per la precisione, un territorio dove per  undici mesi l’anno regna il sole, il cielo azzurro e quando il termometro scende sotto i -5° lo riportano i tg locali, non è semplice  parlare di “matrimonio d’inverno”. E’ un controsenso, lo sappiamo.Se il Salento è bello, però, lo è tutto l’anno. Perciò, anche mesi come Novembre, Dicembre, Gennaio e Febbraio (Marzo è già sul limite) meritano di essere ricordati, da qualche coppia, per essere i mesi del proprio matrimonio. In Salento. Perciò abbiamo pensato a qualche buon motivo per fuggire alla regola non scritta che il Si vada pronunciato solo e soltanto d’estate. Rigorosamente d’estate.Magari non scartate l’idea a priori, prima dateci un’occhiata.

IL RISPARMIO

Chi segue matrimonioinsalento.com e i suoi social, sa bene che da Ottobre abbiamo iniziato con alcune location (Villa Zaira, Palazzo Arabesco Aprile) la promozione e la diffusione di offerte per le coppie che scelgono di sposarsi in inverno. -15% fino addirittura ad un -40%, rispetto ai prezzi praticati nella bella stagione. Sia per esigenze di “calendario” da riempire, sia per una ovvia richiesta minore. Se si pensa in positivo, i soldi risparmiati potrebbe essere destinati a qualche accessorio per i vestiti, qualche sorpresina in più nell’animazione, qualche bomboniera più “in beneficenza”.

NATALE E’ SEMPRE NATALE

Checché ne pensino i caldofili, gli estatofili, l’atmosfera natalizia non ha paragoni. Una festa che già di per se emana il concetto di amore, di famiglia, di tepore. Ancora di più se associata ad una festa come il matrimonio. Sono tante le wedding planner che suggeriscono il periodo pre natalizio come perfetto per il si, dato il suo trasporto di intimità, romanticismo e magia. Una pigna come segnaposto, un pacchetto a forma di scatola di regalo per la confettata, una piccola slitta per le foto più originali, l’albero di natale accesso che svetta nella sala, vischio, colore rosso ovunque e una tavola imbandita in stile fiabesco….volete mettere?!

AMBIENTE INVERNALE

L’atmosfera intima, tipica dell’inverno è sicuramente la prima ragione per cui la coppia sceglie questa stagione. Il paesaggio magari innevato, la luce calda e soffusa di un camino, candele accese, la cioccolata calda, qualche location più medievale magari meno d’impatto durante l’estate. Freddo fuori, caldo dentro. E se parliamo di inverno, faremo anche a meno di stressarci andando a spiare il meteo ogni ora e avremo l’anima in pace: il ricevimento sarà tutto all’interno a prescindere!

ORGANIZZAZIONE MENO COMPLICATA E PIU’ VELOCE

La reperibilità di gran parte degli operatori wedding è di gran lunga maggiore durante l’inverno. Sicuramente, occorre meno anticipo, meno preavviso. La data stessa, può essere molto meno soggetta a cambi improvvisi dettati magari dalla chiesa occupata, dalla location occupata, dal fotografo che ha già due matrimoni quel giorno, e così via. Si possono quindi soddisfare scelte che d’estate sono destinate a chi prenota prima

UNA MANO SUL CUORE PER GLI INVITATI

Qualsiasi parente o amico, di sesso maschile, che accoglie due futuri sposi col sorriso, con un abbraccio, con un “congratulazioni”, la notizia di un matrimonio a metà Luglio, o il 13 Agosto, in realtà è un bravissimo attore. Si, perchè la mente correrà già al supplizio, al calvario che lo attenderà di li a qualche mese: la camicia, la giacca, la cravatta, il sole, il sudore, il caldo, 40gradi!Volete mettere invece il sollievo che gli invitati potranno provare nel sapere che basterà un cappotto e via?

Insomma, comunque la si pensi, ogni mese, ogni stagione, ha i suoi pro e i suoi contro nella scelta della data di un matrimonio. In fin dei conti, forse, ha anche poca importanza, se paragonata alla riuscita della giornata e al divertimento degli invitati. Ma soprattutto, se paragonata a ciò che veramente poi avrà importanza: il resto della vita insieme.

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